Giovani musulmani nella scuola inglese. Un saggio di pedagogia interculturale.pdf

Giovani musulmani nella scuola inglese. Un saggio di pedagogia interculturale PDF

Lo studio affronta le problematiche legate allintegrazione dei giovani musulmani nella scuola dellobbligo inglese in questi ultimi ventanni. Sebbene lindagine sia circostanziata a un problema di integrazione, interno ad un particolare stato europeo, in un determinato momento storico, largomento contiene in sé le sfide che la pedagogia interculturale si trova oggi ad affrontare: leducazione al rispetto della dignità umana e della diversità culturale nellambito della cittadinanza democratica, e le questioni che la religione e il pluralismo religioso pongono alleducazione. Si offre in allegato la traduzione dellopuscolo British Muslims and schools contenente le richieste dei musulmani in campo educativo.

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DATEIGRÖSSE 9.29 MB
ISBN 8854815284
AUTOR Carla Roverselli
DATEINAME Giovani musulmani nella scuola inglese. Un saggio di pedagogia interculturale.pdf
VERöFFENTLICHUNGSDATUM 01/02/2020

Tra le sue pubblicazioni: Giovani musulmani nella scuola inglese. Un saggio di pedagogia interculturale [2008], Competenze trasversali. Valutazione e valorizzazione delle esperienze di studio all’estero [2013], Comprendere l’alterità: comparazione, intercultura, Europa. Il ruolo delle scienze dell’educazione [2014]. Programma di Pedagogia Interculturale Modulo A: Il corso si soffermerà su alcuni aspetti fondanti teorici della pedagogia interculturale ovvero le sfide che pone la diversità culturale in tempo di globalizzazione, considerando in particolare i vettori della diversità culturale ossia le lingue, l’educazione, la comunicazione e i contenuti culturali, la creatività. Già nell'ottobre 2007, Giuseppe Fioroni, Ministro della Pubblica Istruzione, inviava ai dirigenti scolastici e agli insegnanti, il documento “La via italiana per la scuola interculturale e l'integrazione degli alunni stranieri” nel quale affermava che, a fronte del timore che “le scuole con tanti alunni stranieri possano diventare scuole meno qualificate”, assicurava che la scuola